Rieti protagonista di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura: un anno di eventi e investimenti

Eugenio SiracusaEugenio Siracusa14/01/2026 ore 07:284 Mins ReadNotizie

Il Sindaco di Rieti presenta il programma

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Rieti si prepara a vivere un anno da protagonista nel progetto L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. Le attività e le iniziative che coinvolgeranno la città sono state presentate nel corso di una conferenza stampa al Foyer del Teatro Flavio Vespasiano, alla presenza delle principali autorità istituzionali.

All’incontro hanno partecipato i sindaci di Rieti e L’Aquila, Daniele Sinibaldi e Pierluigi Biondi, l’assessore alla Cultura del Comune di Rieti Letizia Rosati, la presidente della Provincia Roberta Cuneo, l’assessore regionale Manuela Rinaldi e, in videocollegamento, l’assessore alla Cultura della Regione Lazio Simona Baldassarre.

Un anno di eventi e grandi investimenti

Il 2026 sarà una grande avventura per Rieti. Un anno denso di appuntamenti, ma anche di restituzioni importanti alla comunità. Oltre 30 milioni di euro sono stati investiti in progetti infrastrutturali che porteranno alla riapertura di spazi storici e alla nascita di nuove realtà culturali.

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Tra gli interventi più attesi figurano l’avvio del Museo Nazionale dei Sabini, la riapertura dell’ex Ospedale Civile, del Circolo di Lettura e della Sala degli Specchi del Teatro Flavio Vespasiano, oltre al recupero delle Chiesa di San Francesco, di quella di Sant’Antonio Abate e dell’oratorio di San Pietro Martire. Nel 2026 verranno eseguiti lavori di restauro del Ponte Romano, partirà il progetto di Museo Diffuso, entrerà in funzione il Polo dell’Audiovisivo “Rea Silvia” e proseguiranno i lavori per la realizzazione del nuovo Auditorium “Parco della Musica”.

L’intervento del Sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi

Oltre 100 appuntamenti in calendario

Il programma prevede più di 100 eventi tra spettacoli, mostre, incontri e celebrazioni. Sono in calendario percorsi espositivi, concerti, rappresentazioni teatrali, conferenze e appuntamenti dedicati agli 800 anni dalla morte di San Francesco. Prevista anche la partecipazione di ospiti di rilievo nazionale.

Un’offerta culturale pensata per coinvolgere residenti e visitatori, valorizzando l’identità del territorio e la sua storia.

Tra questi appuntamenti ne spiccano alcuni di grande valore culturale. Infatti grande, alla sinergia istituzionale con i Musei Capitolini sarà possibile ammirare per dieci mesi consecutivi la straordinaria opera il “Ratto delle Sabine”.

Il via ufficiale il 21 gennaio

L’inaugurazione ufficiale dell’anno di Capitale Italiana della Cultura per Rieti è in programma il 21 gennaio alle 11.30 al Teatro Flavio Vespasiano, recentemente riconosciuto come monumento nazionale.

La cerimonia vedrà protagonisti studenti, artisti e ospiti di rilievo, con momenti di musica, reading e interventi culturali che ripercorreranno le radici storiche dell’Appennino centrale.

L’intervento dell’assessore Letizia Rosati

Le istituzioni: “Un’occasione storica”

Il sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi ha definito il progetto come un’opportunità strategica per la rigenerazione territoriale e la visibilità nazionale. “La grande avventura di Rieti e del suo territorio nel progetto L’Aquila 2026 non è solo un calendario di eventi e manifestazioni culturali, ma un’occasione strategica di rigenerazione territoriale e visibilità nazionale attraverso il motore della storia e delle tradizioni dell’Appennino centrale”

Sulla stessa linea il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che ha sottolineato il valore della collaborazione tra territori e il ruolo centrale della cultura per contrastare lo spopolamento delle aree interne. “Il percorso che Rieti e L’Aquila stanno portando avanti insieme per l’anno della Capitale italiana della Cultura rappresenta una grande opportunità per tutte le aree dell’Appennino centrale. Un cammino condiviso che nasce dalla volontà di dare risposte concrete a
comunità segnate da fragilità, ma anche da una forte capacità di trasformazione. Il contributo di Rieti è centrale: il lavoro sviluppato in sinergia con quello aquilano valorizza i territori attraverso la cultura, rilanciandoli e mostrando all’Italia le loro potenzialità.

Anche gli altri rappresentanti istituzionali hanno ribadito come L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 rappresenti una sfida condivisa e un modello di cooperazione tra enti, con ricadute positive per l’intero comprensorio appenninico e per il rilancio delle aree interne.